Innocenza Sblendorio, impaniata nelle sue vesti, la chioma a tinte fosche affiorante da un mare di pelo che ondulava demente al minimo soffio di vento, e Vita Maria Germinario, insabbiata in maglina fluttuante, abbandonarono il cimitero.

Sull’autobus che le riportava verso casa la ragazza tentò una protesta.

La preghiera potevi farla per te.”

Mica ho detto qualcosa di male”, disse Innocenza malcelando il suo stesso nome.

Come se fossi una fallita.”

Ti stai sbagliando, mi dispiace ma ti stai sbagliando.”

Come se tu non fossi una fallita.” Vita lo disse squadrando la madre seduta al suo fianco, con occhi selvaggi.

Vitina, ti sto a dire che non lo devi neanche pensare.”

Che cosa?”

Che io, tua madre, nientemeno!, possa dire una cosa per il male di mia figlia.”

Ma potevi dirlo per te. Perché devi dire una preghiera per gli altri? Ma guarda questa, guarda … ma stai un po’ zitta”

Non voglio sentire più niente. E basta! … Mo’, lei deve dire a me ‘stai zitta’. Ma vedi di stare tu un po’ zitta. Ma ti sei vista? È così che si viene vestiti? E i capelli, i capelli, cristomoi!, cosa aspetti ad aggiustarteli? Datti una riguardata, Vitina, che io mi vergogno a uscire con te.”

Che poi, scusa, che differenza ti fa che sia seppellito in un posto anziché in un altro.”

Se non sai che cosa è adeguato al nostro rango è meglio che te ne vai con la madonna.”

Vattene tu con la madonna!”

Stava diventando una lite furiosa. Nessuna voleva smetterla di replicare: Vita Maria continuava a opporsi borbottando che non capiva, proprio non capiva il perché di quella preghiera, mentre Innocenza era talmente fuori di sé che se non fosse stata su un mezzo pubblico, invece di stritolarseli tra i denti gli insulti a sua figlia, le