“Ce cazze te ja responne?”

“Sono più importanti i soldi oppure è più importante il carisma?”

“Ma tu guarda ce cazze de domande … Le solde! È chiaro … Certo devi essere pure tu un poco … come posso dire … che ti devi dare un tono, ecco … ma le terroise …”, Innocenza fece frusciare pollice e indice davanti alla faccia di Corrado, “senza de chisse non se vaje a nescieuna vanne!”

“Mamma, allora secondo te sono più importanti i soldi o l’amore?”

“Ih, allore cusse jè tutte sceme! L’amore non esiste. Dimmi a me chi è quella femmina che vuole stare con uno senza soldi.”

“Allora, mamma, secondo te io sto agendo correttamente?”

“Ciaite staje à doisce?!”

“Dico, faccio bene a preoccuparmi del fatto che sia più importante professionalizzarsi prima di legarsi a una persona, se non altro per creare solide basi, e durature, per la relazione di coppia?”

“Meh, Corra’, vatte à còreche!” Innocenza, per tutta risposta, pensò per un attimo di prendere a calci listelli, seghetti e truciolato, mandando per aria bozze di tracciati e tutto il macchinicchio che non c’entrava nulla col professionalizzarsi che andava millantando il figlio.

Ma intanto il convoglio di Corrado era sistemato, bello che parcheggiato, e senza mezzi termini, nello scalo merci delle merci scadute.

Con tutto che si imponeva fino all’ossesso di essere metodico e ordinato, quando ebbe finito di modellare polistirolo espanso, ché nel suo progetto la riproduzione orografica era uno sgobbo di uno, si rialzò senza curarsi minimamente delle scorie che aveva sparso per tutto il pavimento della sua stanza, e andò ad aprire un cassetto del comò alla ricerca di un indumento pulito da indossare.

“Mamma, ma le rube non me le hai lavate?” disse a voce alta sentendo Innocenza ancora affaccendata in corridoio.