(…) “Puoi lasciarci soli, per cortesia?”, le disse lui.

Vita Maria sgranò gli occhi, schiacciò la sigaretta appena accesa tutta nel posacenere e uscì dalla cucina sfilando davanti a Corrado, continuando a fissarlo con quello sguardo sorpreso e angosciato insieme.

Il vecchio si stava risvegliando.

“Comunque”, disse Corrado, “ho effettuato quella chiamata.”

“Ah-ah, bene. Dimmi, allora.”

“Ho interrotto la comunicazione subito dopo aver inoltrato la chiamata. In una frazione di secondo sono stato assalito da un interrogativo inquietante.”

“Vai avanti.”

“Ho pensato a cosa sarebbe successo se dall’altra parte avessi trovato una persona ben disposta, pronta a una relazione stabile con il sottoscritto.”

“Embè?”, s’irrigidì il vecchio.

“Ho intravisto uno scenario terrificante”, disse Corrado immaginando una inutile, anzi nociva sovrapposizione di percorsi.

“Ma va’.”

“Vero è che nella vita bisogna svoltare, ma io sento fortemente questo pericolo.”

“Scusami, benedetto ragazzo, ma quale pericolo? Non ho mica capito.”

“Quello di dover bussare a denari.” Fece una pausa, come per figurarsi la situazione. “Cosa che mi mortificherebbe alquanto. E farlo con mia madre, poi …”

“Mi stai dicendo che vuoi aspettare ancora?”

“Credo che sia giusto prima professionalizzarsi nella vita e io non ho ancora adempiuto del tutto a quello che considero un precetto essenziale.”

“Precetto preesistente alla famiglia, è vero, Corra’?” disse il vecchio a coglionare.

“Senz’altro preesistente.” Corrado non colse.

“Ti stai buttando via.” (… continua …)