[...] “Credo di aver fatto la cosa più giusta, invece.”

“Bah!”, dubitò il vecchio stirandosi le vesti.

Corrado si accoccolò in uno scenario di tratte ferroviarie che potevano e dovevano viaggiare senza alcuna necessità di incrociarsi, in maniera del tutto separata. Anzi avrebbe tratto giovamento da questa situazione: svolgendo i due percorsi tranquillamente indipendenti uno dall’altro la costruzione e la manutenzione del suo diorama ne avrebbe sicuramente beneficiato.

Andò a trafficare dietro la testa del vecchio. Gli sfilò come di consueto la sciarpa rossa che, ripiegata più volte, veniva adoperata come guanciale.

“Senti, ragazzo, dove vai ora?”, si informò quello accennando a rilassarsi nuovamente .

“Esco, faccio un giro in macchina.”

“In cerca di qualche altra coniglia, spero.”

“Ho delle provviste da fare.”

“Sei un chiancone, lo sai questo, no?

“Mi servono delle lime.”

“Lime? Per le unghie? Non mi dire …”

“Devo rastremare.”

“Le unghie?”

“Il fianco interno delle mie rotaie.” Ma pensò anche che fosse arrivata l’ora di una buona manicure. Non gli sarebbe dispiaciuto farsi riaggiustare le mani visto che taglierine e aghi utilizzati per la costruzione degli scambi gliele stavano rovinando.

“Torni presto?”

“Stavo pensando ad un giro largo.”

“Tanto per sprecare benzina.”

“Lo sai, mi ascolto la radio in onde medie mentre guido.”

“Senti, prima di uscire, ti posso chiedere una cortesia?”

“Per servirla”, scherzò un po’ stoltamente Corrado.

“Ho freddo. In questa casa fa freddo.”

“Strano, il riscaldamento l’hai acceso e regolato tu come al solito.” [... continua ...]