[...] “Sì ma … vedi, non riesco a scaldarmi.” Si strofinava le mani e ci soffiava sopra.

“Tempo al tempo” sentenziò Corrado.

“E poi c’è quest’altra cosa: che mi si spacca la pelle sul dorso delle mani. Si aprono taglietti sulle nocche, guarda qua, guarda. Tutte arrossate le mani.”

“Sono alterazioni cutanee. Però devo riconoscere che non saprei davvero a cosa imputarle, visto che qui sei tu stesso a far sì che la temperatura interna sia sempre adeguata ai mutamenti climatici.”

“Non sei sincero.”

“A ben considerare propenderei per problemi di circolazione.”

“È possibile. Non sono altro che un vecchio.”

“Devi assumere polivitaminici.”

“Stammi bene … Non ne prendo medicine. Mai prese, non comincerò adesso per due geloni delle mie rotaie.”

“Può anche essere un fenomeno dovuto ad escursioni troppo violente dell’organismo tra una bassa e un’alta temperatura ambientale. Quando vieni dall’esterno e fai per igienizzarti le mani devi porre attenzione a non infilarle direttamente sotto l’acqua bollente. Devi miscelare, dosare meglio.”

“Figliuolo”, un’ombra di irritazione stava per scardinare il volto del vecchio, “a parte che dovresti sapere che io non provengo da nessun esterno, che nasco e muoio qui dentro, io … ecco, a parte questo, ma dico io, mi devi proprio stare a menare spiegoni su cose trite e ritrite?”

“E allora …”

“E allora, e allora … secondo me è proprio che c’è qualcosa nell’acqua che non va. Non so, è come un’acqua troppo dura. E rovina le mani. Dovreste far venire qualcuno, fargli dare un’occhiata alle tubazioni.”

Corrado, incurante dell’insofferenza crescente del vecchio e della cortesia che questo non era manco più riuscito a formulare, si prese ancora qualche lunghissimo minuto per dissertare, non richiesto, sulle ragioni della durezza dell’acqua individuabili nella presenza di calcare nelle tubazioni … Ma, ma … poteva anche darsi il caso di un’alta presenza di nitrati nell’autoclave. E divagando atrocemente si mise ad aggiungere che in taluni casi la ragione di un’alta presenza di nitrati nelle falde acquifere, per fare un esempio, era da attribuire addirittura nella presenza di organismi in putrefazione; perché la terra, di per sé, è una combinazione di fosforo, azoto e potassio. Se vengono rilevati nitrati – e qui il pacchetto delle conoscenze di Corrado, piegato all’impellenza delle sue fobie, virava in personalissimo sistema di credenze dove trovavano spiegazione inquietante anche eritemi e dermatiti di poco momento - allora la terra è in pericolo e il pericolo per la terra è la putrescenza. Carcasse.

“Sì sì, va bene”, troncò il vecchio, “ma adesso, prima che te ne vai, non è che mi puoi procurare un paio di guanti di lana?” [... continua]