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sapide freddure

L’amore (s)conta

- Senti, ma sei d’accordo con questo pensiero: “l’amore è l’infinito abbassato al livello dei cani barboncini”?

- Ah, guarda, me lo devi tradurre perché per me è ostrogoto.

altri spot, diario di un giullare timido, festa della mamma, funghi patogeni, ghiandole, la miglior vendetta, le torsioni dell'anaconda, letteraria, minimi sistemi, riflessioni su due ruote, riquaderni dal carcere, sapide freddure

sisifeide

la lingua non si staglia sullo scrimolo per proclamare la sua costernazione abbaiando alla sconcia italia. ci arriva appena, spolmonata e ascetica, sfiancata dalle impervie rampe. slombata la lingua che impara a “morire in bici”. s’acceca e si spaura quando che è al sommo, sicché la vertigine la ributta indietro. ricacciata giù per lo stesso versante appena scalato, tutta rovesciata e rattorta, ellalingua riattacca l’erta del dire le cose, ora anfanando ora cantando, quando imbestiando quando ricamando, ma sempre alla caccia della migliore adesione alla realtà (andata in fuga). non ha il gusto della pesca nel torbido perché non è ruffiana né cialtrona né puttana. la mia lingua. RAVB era cognazione d’affetti coi via di testa. e lo stesso l’Anaconda. sarà per il pessimismo di una visione della vita in salita ma almeno è costretta a ricercare la migliore funzione espressiva dei mondi che sceglie di narrare. ben altro che scrivere per mondadori! nevvero, saviano? nevvero, piccole editrici autodistruttive, fresche fresche del nuovo imperativo di mimesi mondadoriana?
nel momento in cui la lingua raggiunge la vetta sa che ha appena un attimo per gridare la sua invettiva congestionata, che poi non ha più tempo e deve rotolare giù a “svolgere il compito cui è stata chiamata” (direbbe qualcuno).
che fa lo scrittore, ancorché scrittore civile? non affronta l’arte di dire le cose, bensì l’erta di dire le cose.
e scusate se sono nicola sacco

sapide freddure

la sprotezione civile

ahi, la sconcia italia che mi costerna. e non mi vede.
la borghesia diffusa che ha soppiantato il quarto stato non inalbera vessilli di vendetta per i ventri incavati, lo sfruttamento secolare e l’atavica fame. sul proprio stendardo ci stan delle mutande e le teste spiccherebbe a chi del potere ha fatto una questione di vizio del quale ella non partecipa. non più pane, pane! romba il tumulto ma fica, fica! solo che il grido è come represso e le resta nella strozza perché la borghesia diffusa dacchè è tale, spesso piccola e pudibonda, da quel greve mottetto è come imbarazzata, per cui trova più confortevole riparo nel moralismo. da tempo pencola tra il definitivo benessere e la miseria più sozza, troppo occupata a mantenersi in equilibrio su cotanto scrimolo, precludendosi in tal modo sia il sollazzo e le bonazze da oligarchi che il sudiciume dell’accoppiamento selvaggio degli uomini ridotti come animali.

sapide freddure

rinsaccato nel mio amore

sia lode e brodo, e magari anche semolino, a me.

perdona, o lettore, ’sti scaracchi e se il blog ne annerisce.

sapide freddure

In difesa di Roman Polanski

Un tale me lo diceva:

NICò, DOPO LA PRIMA MESTRUAZIONE E’ GUERRA!

minimi sistemi, sapide freddure

Quando uno è capacchione

Bisognerebbe applaudire fino a spellarsi le mani ogni volta che Daniele Capezzone si sia cimentato nelle sue dichiarazioni, approvare la sua assertività, encomiarne la grande professionalità. Solo così può essere spiegato l’uomo: estrema professionalità. È stato chiamato a svolgere il ruolo di portavoce del Popolo della Libertà. E lui quello fa. Con grande preparazione, serietà e impegno.

Avercene.

minimi sistemi, sapide freddure

nonostante tutto

quel che si dice sul nostro presidente messo in mezzo

 nel torello

 dei giornali

 nel tornello

 d’avanzo

che nol vuole più al comando

io dico

di colui che è al timone

non è un ganzo

ma semmai

con rispetto parlando

 BERLUSCONI E’ UN RICCHIONE!

minimi sistemi, sapide freddure

Los dos caballeros

Qualche volta si possono perdere le tracce di Berlusconi. Le perdono i giornalisti e forse anche il Viminale. Le si perdono per colpa di quel suo mal di schiena, costretto in qualche centro benessere rigorosamente segreto. Eppure qualcuna lo ha visto, in elicottero, atterrare in un campo tra i mandorli. Diretto in una masseria-trullo della Valle d’Itria. Le stesse depositarie della visione, inventerebbero e, quel che pare più incredibile, ostenterebbero, visitate da non si sa quale demone della vanità, trascorsi di convegni carnali col nume. Visitate dal demone e dall’unto. Donne sposate e dabbene che non temono disistima né del marito, né dei figli, né della abituale cerchia di amici e conoscenti, perché anzi prescelte, elette. Questo segno d’elezione che contraddistingue l’intrattenimento sessuale col nostro capo del governo da una qualunque porca scopata col manzo che viene a rifarti il lastrico solare è il vero incantamento italiano che mette al riparo certe signore dall’ignominia della prostituzione più bassa. Un incantamento che trasforma una spregevole bagascia in escort, con un ribaltamento semantico che ha dell’incredibile e che nessuno osa far notare. Sarà il cattolicismo angustiante, ma se sei raffinata, con gusto, modi, stile, classe, canto e artista della manucaptazione, puoi farlo per soldi o per un gettone di presenza: ti chiameranno escort, e il passo futuro ti vede dipingere tazzine e paraventi. Se semplicemente ti prude la fregna, sei una squallida puttana. E mi sembra un segno questo che accomuna più di ogni altro l’evo berlusconiano al ventennio fascista. Il famigerato momento in cui dittatura mussoliniana e berlusconismo si toccano e risultano quanto mai vicini è l’accoppiamento del capo. Il decisivo momento in cui i due cavalieri s’ingroppano.

sapide freddure

Un’arbasinata che non farò mai più

Ma quante cesse normalmente indesiderabili e variamente stomachevoli si saranno appanicate negli ultimi tre mesi fra la Bufalotta e l’Ardeatino? Sapersi stuprabili e quindi terrorizzate per statuto, e perquinci spinte a barricarsi dietro gli usci nottetempo, le avrà fatte sentire finalmente desiderabili? E quando è stato finalmente acciuffato, l’ingrifato seriale, e diffusa la sua foto, in quante saranno state a odiarlo dopo averlo riconosciuto, magari inveendo: “ma guarda, l’ho incrociato ieri mattina davanti al circolo del PD e non mi ha cagata di striscio. Ma pensa te che bastardo!”

Oppure qui si esagera in esercizi di cinismo e invece davvero si doveva temere violenza da un tizio che - si scopre dopo - faceva il coordinatore del suddetto circolo PD e dunque sufficientemente dotato di gusto dell’orrido?

la miglior vendetta, minimi sistemi, sapide freddure

A defibrillatore ancora caldo

IMPORTANTE AGGIORNAMENTO DEL PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETA’.

Può anche darsi che abbia gli stessi, beceri sospetti manifestati nelle ultime quarantotto ore dai camerieri del centrodestra. Solo che io gongolo. La mia conclusione è, infatti, fortemente agli antipodi di quella sottocultura:

LA DEMOCRAZIA, O COME DIAVOLO SI CHIAMA O QUEL ZINZINO CHE NE RESTA, SALVATA IN EXTREMIS DAI MEDICI.

Per ora.

Questo sul piano civile.

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