ricchi premi e cotillons
la preclusione lo uccide
l’eccezione lo sotterra Countinua a leggere »
22 Nov 2009 Nicola 0 commenti
la preclusione lo uccide
l’eccezione lo sotterra Countinua a leggere »
22 Nov 2009 Nicola 0 commenti

13 Nov 2009 Nicola 1 commento
diario in pubblico, letteraria
La tre giorni del Caffè Letterario è stata una camera iperbarica fatta arrivare a Modugno grazie all’abnegazione e all’ansia di partecipazione dei ragazzi di Giovani Menti Attive in collaborazione con la scuola di formazione Antonino Caponnetto. Ad un paese ad ossigenazione (dei tessuti) limitata è stata data l’opportunità di farsi somministrare un po’ d’aria pulita. Non tutti quelli che potevano beneficiarne però hanno saputo approfittarne. Già, perché in questo comune, letteralmente ammorbato da un’aria pestilenziale, da anni, si preferisce soprassedere, lasciare andare e mandare in vacca tutto quanto. E anzi no. Forse non è questo. Forse il fatto che ci sia puzza di merda, merda originale, che si diffonde nel centro abitato quasi che questo fosse un unico, sconcio vicolo pieno di miasmi e esalazioni infette, rappresenta per molti un segreto piacere: come quando si molla una loffa a letto e ci si ritira con tutta quanta la testa sotto le coperte per bearsi dei propri odori. Countinua a leggere »
12 Ott 2009 Nicola 4 commenti
altri spot, diario in pubblico
L’associazione
con la partecipazione di

Presenta:
Sala Beatrice Romita – presso i Vigili Urbani – Modugno ore 18,30
Venerdì 9 ottobre “A colloquio con l’ambiente“
Dott. Giuliano FOSCHINI - Autore dei “Quindici Passi”
Dott. Carlo VULPIO-Autore de “La città delle nuvole”
Dott. Marco BOSCHINI-Autore de “L’Anticasta”
Modera: Giuseppe MILANO – scuola A. Caponnetto
Sabato 10 ottobre “A colloquio con la Democrazia”
Dott. Nicola SACCO-Autore di “Racconti a Vita Bassa”
Dott.ssa Tania PASSA - Sociologa e giornalista
Don Rocco D’AMBROSIO – Autore di “Malapolitica”
Dott. Beppe LOPEZ- Autore de “Giornali e Democrazia Countinua a leggere »
06 Ott 2009 Nicola 0 commenti
diario in pubblico, minimi sistemi
02 Ott 2009 Nicola 0 commenti
altri spot, diario in pubblico, letteraria
Da mesi rovisto tra libri e cinema quasi esclusivamente a scopo di ricerca. Voglio dire, non prorpio per il piacere di farlo. Il lavoro cui mi sono dedicato da un anno a questa parte volge al termine ma non smetto di farmi suggerire suggestioni e soluzioni. Sì, perché ci sono sempre momenti, durante questo lavoro, in cui ci si arena, ci si ritrova un po’ scorati in una strada apparentemente senza uscita. Le provi tutte, cambi direzione mille volte, ma tutto quello che escogiti ‘non funziona’, ‘non regge’, o è ‘fuori tono’. Allora può essere importante andare a vedere come altri, in situazioni analoghe, se la siano cavata. Come hanno risolto questi momenti critici. Questo presuppone un gran dispendio di tempo ed energie perché quello che cerchi, a meno di non avere una gran botta di culo, non arriva subito. Devi prenderne di abbagli: sbagliare le letture (tipo Corpus Christine di Max Monnehay) e assopirti davanti ai film (come davanti a Brazil di Terry Gillian). Ma poi t’imbatti in Dentro le mie mani le tue di Marosia Castaldi (722 p., Feltrinelli) e ne L’inquilino del terzo piano di Roman Polanski e ti ritrovi a considerare che questo lavoro in realtà ti sta facendo impazzire dal piacere; la fatica è ripagata. Per quanto si tratti di un libro di dolore senza speranza nel primo caso, e del film più di terrore che abbia mai visto nell’altro.
25 Set 2009 Nicola 1 commento
L’altra notte non potevo dormire perché uno è arrivato di gran carriera per comprare sigarette al distributore automatico sotto casa. È atterrato col suo bolide sotto la finestra della mia camera da letto che erano le due di notte, ne è sceso lasciando il motorone acceso, pazzamente rimbombante in folle, freno a mano tirato, ed è andato a litigare col vomitapagliette che non gli accettava la banconota. Fino a qui nulla di grave. Ci si fa l’abitudine anche se stai combattendo contro l’insonnia da parto dell’anaconda. Quello che proprio mi ha mandato ai matti è che il tizio aveva lasciato l’autoradio accesa con tutta l’artiglieria di fuoco che lavorava pesantissimamente e la portiera aperta a maggior sfregio. E se il distributore non si decideva a vomitare l’abitacolo invece vomitava. Per dio se vomitava. Eccovi cosa:
Spaparacchiato sul lettone (magari di Putin) ho aspettato e aspettato ma la musica continuava. Allora gli ho urlato due morti come uno zoticone imbestiato. Però la mattina dopo mi veniva da ridere e forse pure da piangere, anzi più da piangere, ma per davvero, a pensare a ’sto scombinato che aveva deciso di ostentare la sua anima straziata ricorrendo a un brano del genere.
04 Set 2009 Nicola 1 commento
Davanti a Ciciuariedde della frutta ci stava un gran quaquigghio di fioroni e anguria schiattati per terra. Vituccio Cevolelova, oltrepassato ‘u Tremuande, spuntò da sotto l’arco e, temendo scivoloni, acchemenzaje a gredaje appresso a Ciuciariedde: “Uagliò, ma ce sta a chembine?!! Ma vuè staje chiù attente??!!”. “Vetucce” rispose il fruttivendolo, “allassame perde. Ca ce non se sporche non se pelenze.”
30 Ago 2009 Nicola 2 commenti
diario in pubblico, letteraria

E a proposito di ‘far decantare le cose’, torno solo ora dalla lettura di Gomorra, dopo aver lasciato che si accumulasse polvere sul libro per ben tre anni. Acquistato alla sua prima uscita e subito
deposto in uno scaffale della mia libreria, avrei voluto che sul fondo del caso Saviano si depositassero tutte le distorsioni mediatiche per poi poter sprofondarmi nella lettura del libro finalmente chiarificato ma, ahimè, devo constatare che non è mai stato possibile in tutto questo tempo togliere l’ingombro del film e degli oscar mancati, della scorta, della fatwa dei casalesi, delle polemiche sui giornali, dei nuovi interventi giornalistici di Saviano e del conseguente, rinnovato clamore attorno all’affaire. E poiché sospettavo il libro un po’ troppo schiacciato sul cronachismo, per non perdermi completezza di informazioni a sicuro rischio di obsolescenza, mi son dovuto affrettare a leggerlo. Ma non diversamente da come affronto la lettura quotidiana de la Repubblica: compulsivamente. Nell’ossessione di avere il presente interamente monitorato, dominato e posseduto, e nella penosa illusione che quante più numerose e dettagliate sono le informazioni che dal presente riesci a ricavare tanto più accresciuta, puntuale, agguerrita e centrata sarà la capacità di scavo della tua lingua al cospetto della realtà. Il tutto secondo una logica però malata, che ottiene l’effetto opposto: ti porta pian piano lontano dai libri ma sempre più addosso ai quotidiani, ai settimanali, alle notizie on-line. Ecco, Gomorra l’ho letto con questo personale spirito di stare andando lontano dai libri e più vicino, anzi sempre più dentro la mia personale coazione a ripetere l’inutile lettura di articoli, critiche, recensioni della cosa. Un demente girare attorno alla cosa a scapito della discesa, dello smarrimento NELLA cosa.
Aggiungo però, a lettura ultimata, che Saviano ha scritto un libro di grande valore e che tale valore vada inscritto in qualche branca delle discipline intellettuali ma non certo nella Letteratura, ambito nel quale mi sembrava claudicasse.
E poi di Gomorra: Saviano ha scritto il libro ma il romanzo l’ha scritto il film. Li si pongano a confronto e, a parte l’ovvia considerazione che senza il libro non ci sarebbe il film, mi si dica in quale dei due mezzi espressivi si rintracciano i segni di una grande narrazione.
08 Lug 2009 Nicola 6 commenti
Pane, uova, burro, latte. Decantare. Lasciamo decantare le cose. Le mafie. Lattuga. Cacciare (nel senso di tirare fuori qualcosa o sbattere qualcuno/qualcosa in fondo a qualcosa). Scolpire. Lenzuola fresche e ben stirate. Cardini (quelli veri però, delle porte). Ricevitore. Prenditore. Carne. Nocelle. Apoteosi. Cartoccio (da cui anche cartuccio, incartocciare, scartocciare e incartocciato). Trimone a vento. Terrazza. Terrone. Muretti a secco. Pellicola. Scapole, inguine, lungo la curva della schiena, l’incavo, i tendini. Strappare. Cassetti. Tele incerate. Telecamere. Tastiera. Capelli, la ricrescita, la radice. L’uccello. Parco auto. Caldaia, termostato, ghiera, doghe in legno, fave, interruttore, lampada, carrozzina, andito, buio, suoni. Solido. Ceramica. Gres porcellanato. Scamazzare, rocciatore, caraffa, condizioni pedoclimatiche, caratteristiche organolettiche, terreno, tralcio, la guida (come manufatto che permette lo scorrimento di un corpo da un punto all’altro). Chiusino. Flessibile (come sostantivo). Fanga e fangaia. Porcaio, carnaio, ginepraio. Pelle e sutura. Antipiretici. Guardia, ladro, gaglioffo. Manutengolo. Cedimento e squarcio. Tenuta stagna. Serpeggiare. Lingueggiare. Nuca, testina e morticini. Acidità. Brutto. Entraglie/gne. Sbranare. Guerriero. Riposo. Eternità. Guanciale, sgabello. Papà. Lampascioni. Subacqueo, gommone, spuma di mare. Muto. “te la vedi tu, adesso.”, “Io non ti pago.”, “Ti mangio il cuore.”, sarabanda, santabarbara e zumpapà!
08 Lug 2009 Nicola 4 commenti